Primaria importanza sarà data ai documenti risultanti dal lavoro dei tavoli tematici compiuti da tutte le organizzazioni e forze politiche giovanili che hanno costituito i Giovani Democratici: essi saranno la base programmatica per il governo provinciale.
Rappresentando tutte le possibili sensibilità, in un lungo lavoro di sintesi, durato diversi mesi, di certo questa base programmatica sarà la base del pensiero politico sia nella nostra provincia sia un contributo di notevole importanza per il livello regionale.
Partendo da qui, per continuare questo proficuo percorso, saranno tenuti aperti alcuni tavoli per approfondire alcune tematiche e rilanciarle a seconda delle necessità del momento.
Questi tavoli andranno a costituire un elemento dinamico di
approfondimento e proposta politica che si rispecchierà poi nella gestione
politica quotidiana del movimento giovanile coinvolgendo tutti coloro che
avranno la voglia ed il piacere di parteciparvi.
Punto cardine dei prossimi anni sarà l'istruzione intesa come di
scuola ed universitàanche tramite un miglioramento
qualitativo di queste ultime.
Risulta infatti fondamentale riprendere con maggiore forza l'attiva presenza nel mondo della scuola in modo costante e coinvolgente nelle forme più vicine possibili al linguaggio dei più giovani per trasmettere loro la passione verso la politica attiva e l'adesione al nostro movimento.
Obiettivo da raggiungere, quest'ultimo, informando i giovani riguardo a ciò che succede sia in termini territoriali che nazionali, affinché possano avere anche un altro punto di vista rispetto a ciò che è propinato dalla televisione, mezzo quasi esclusivo di informazione tra i ragazzi.
Sarebbe inoltre oltremodo proficuo avere dei punti di riferimento all'interno
degli istituti tramite la rappresentanza studentesca, sia come
rappresentanti d'istituto sia della consulta provinciale, in modo da permettere
una crescita omogenea della consapevolezza politica in tutto il territorio
pordenonese.
Per quanto riguarda l'istruzione a livello provinciale, oltre alle scuole
superiori, esiste anche un'università: una realtà che troppe volte, però,
è stata presa scarsamente in considerazione.
Bisogna riuscire quindi a contare attivamente ed adeguatamente
negli organi di rappresentanza anche in questo ambito sia per portare a
termine dei progetti unitari nell'università sia per poterci confrontare
con le altre sedi universitarie della regione.
É inoltre necessario e vitale, a livello giovanile, lasciar perdere gli
individualismi e le correnti.
Bisogna lavorare come squadra per poter raggiungere dei risultati; le discussioni interne possono essere utili solo se il loro fine è il miglioramento del partito: le prese di posizione eccessivamente condizionate sono estremamente deleterie sia per la nostra immagine di fronte agli elettori, sia di fronte ai nostri alleati e pure di fronte a noi stessi.
Non dobbiamo mai dimenticare che i nostri avversari politici insistono sulle nostre divisioni ideologiche; questo è, al tempo stesso, il loro principale punto di forza e la nostra maggiore debolezza: riuscire a smentirli sarebbe già di per sé un enorme traguardo che di certo non passerà inosservato.
Dobbiamo porci come il faro di riferimento per tutte
quelle forze che vogliono contrapporsi alle
politiche che in questi mesi, lo stiamo notando drammaticamente, stanno
smontando pezzo a pezzo quell'Italia che abbiamo creato uniti attorno alla
Costituzione.
É fondamentale, inoltre, non perdere mai di vista la "Politica del Fare":
non dobbiamo mai adagiarci, aspettando direttive "dall'alto"; dobbiamo, invece,
operare il più possibile partendo dalla base e coinvolgendo anche i non
iscritti, al fine di riuscire a mantenere ciò che abbiamo e a ad avvicinare
ancor più giovani al nostro Partito.
Dobbiamo iniziare dal basso per creare una Politica Sana, da cui si possa prendere spunto.
Per questo i Giovani Democratici e gli organi esecutivi giovanili della provincia dovranno fondarsi sulla meritocrazia e sull'opera politica pratica e concreta, e non già non su freddi calcoli matematici volti a calcolare l'esistenza di un ipotetico peso politico e a determinare ipotetici rapporti di forza.



















